“Dimmi ciò che fai con quello che hai e ti dirò chi sei”
Adoro l’inutile in quanto mi fa capire quanto sono importanti le cose utili.
Uno degli aspetti più importanti per un imprenditore è la quantità di progetti che ti vengono sottoposti con l’ambizione di coinvolgerti per entrarne a far parte. Tanti buoni, qualcuno addirittura esclusivo, ma quanti inutili e così lontani dai tuoi obiettivi… Business è Business e tante volte ti verrebbe voglia di sviluppare i più accattivanti ed è proprio in quel momento che è importante fermarsi per capire se effettivamente rientrano nei tuoi piani di crescita. Bisogna aver coraggio e a volte, la maggior parte delle volte, è necessario dire di no. Business è Business, ma quando i tuoi valori non vibrano nella stessa lunghezza d’onda degli ideali rappresentati dal progetto allora è il momento di fermarsi e decidere che il no è la migliore risposta. Lo stesso vale per i partner con cui intraprendere un progetto; puoi accettare tutti all’inizio, ma poi quando ti accorgi che i risultati cambiano e che è il segno “meno” a precedere i numeri del bilancio allora capisci che è solo un’accurata selezione delle persone e delle scelte che operiamo a fare la differenza. Nell’assumerci la responsabilità per le nostre decisioni, scegliamo di valorizzare i nostri valori a favore di ciò che è utile, a complemento di ciò che abbiamo e non quello che non abbiamo e con quello che abbiamo esprimiamo il meglio di noi stessi. L’essenza sta nel valorizzare il nostro percorso: padre di ogni nostra decisione, madre del nostro perché della vita.
Madre Teresa di Calcutta disse: “Non voglio la vostra elemosina ma i vostri scarti, perché è con questi che riusciremo a sfamare il mondo.”
Là dove viviamo in un mondo in cui gli scarti la fanno da protagonisti, si piange perché si vorrebbero cose sempre nuove ed esclusive.
Due modi differenti per interpretare la stessa condizione a favore di un univoco concetto: non importa ciò che hai, ma ciò che fai con quello che hai, in onore di ciò in cui credi,
ANdrea.